I test sanitari dei genitori sono l'unica cosa che distingue davvero un allevamento da un rivenditore di cuccioli. Il pedigree dice chi discende da chi, ma sulla salute non dice nulla. Il documento che conta è il referto di uno specialista, con data, nome del medico e firma.
Questo testo elenca quali esami devono avere i genitori di un Cavalier prima dell'accoppiamento, a quale età, e come riconoscere un referto che dimostra davvero qualcosa.
Perché il pedigree non è una prova di salute
Il pedigree è un albero genealogico. Conferma che il cucciolo è di razza pura e che gli antenati sono iscritti al libro genealogico, ma non contiene alcun dato su cuore, midollo spinale o occhi dei genitori.
Un allevatore che alla domanda sulla salute risponde mostrando il pedigree, in realtà non ha risposto. Nel Cavalier questo è particolarmente importante, perché le due malattie più gravi della razza sono ereditarie ed entrambe si scoprono solo con un esame mirato.
La visita cardiologica
È la visita più importante in questa razza e l'unica che non è né costosa né complicata.
La visita viene eseguita da un cardiologo veterinario. Comprende l'auscultazione con lo stetoscopio e, se necessario, un'ecografia. L'obiettivo è accertare che il cane non abbia soffi al cuore.
In questa visita l'età conta quanto il referto stesso. Un cane di un anno quasi certamente non ha ancora il soffio, quindi un referto a quell'età non dimostra nulla. Per questo il protocollo internazionale richiede:
- entrambi i genitori di almeno due anni e mezzo al momento dell'accoppiamento
- entrambi i genitori visitati e senza soffio al cuore
- e i loro genitori, cioè i nonni del cucciolo, visitati a cinque anni o più e anch'essi senza soffio
- un referto non più vecchio di un anno al momento dell'accoppiamento
L'ultimo punto è quello che si trascura più spesso. Il cuore cambia, quindi un referto di tre anni fa non dice nulla sullo stato attuale del cane.
L'esame con risonanza magnetica
Il secondo grave problema ereditario della razza è la siringomielia, una condizione in cui nel midollo spinale si formano cavità piene di liquido. Non si può sentire né palpare, solo visualizzare con l'imaging.
La risonanza comprende la testa e il tratto cervicale della colonna e si esegue in anestesia. Il referto viene valutato separatamente per la forma del cranio e per le cavità, su una scala da 0 a 2.
Le raccomandazioni dei programmi specialistici sono le seguenti:
- l'età minima per l'esame è dodici mesi
- un referto vale molto di più se il cane viene esaminato a tre anni o più tardi
- ha il valore maggiore l'esame di un cane di oltre cinque anni
- almeno uno dei due genitori deve essere esente da siringomielia
Questo esame è costoso e richiede l'anestesia, quindi non lo fanno tutti. È proprio per questo che chiederne conto mostra subito quanto un allevatore prenda sul serio la razza.
La visita oculistica
I Cavalier sono predisposti a diversi problemi oculari ereditari, tra cui cataratta, distichiasi e degenerazione retinica.
La visita viene eseguita da un oculista veterinario, senza anestesia, e dura poco. Il referto ha validità limitata, di solito un anno, perché le malattie oculari possono comparire anche più tardi. Per questo la visita si ripete e non si fa una volta per tutta la vita del cane.
Test genetici
Per il Cavalier esistono diversi test del DNA, eseguiti da un tampone della mucosa o da un campione di sangue. Le due condizioni ereditarie più spesso ricercate sono:
- Sindrome del pelo riccio e occhio secco, noto con la sigla CC o DE.
- Sindrome della caduta episodica, un tempo chiamata sindrome del Cavalier che cade.
A differenza di cuore e midollo spinale, il test genetico si fa una volta nella vita e il risultato non cambia. Un cane può essere esente, portatore o affetto. Un portatore può essere usato in riproduzione, ma solo in coppia con un cane esente.
Rotula e anche
La lussazione della rotula è un problema comune in tutte le razze piccole, Cavalier compresi. L'esame è semplice, si fa con le mani e si valuta da 0 a 4.
L'esame delle anche non è obbligatorio in questa razza come nelle razze grandi, ma gli allevatori scrupolosi lo fanno lo stesso.
Come riconoscere un referto che ha valore
Un referto che ha peso si presenta così:
- è su carta, non a voce
- riporta il nome del cane e il numero del microchip, così da poterlo collegare a un cane preciso
- ha la data della visita e l'età del cane in quel momento
- ha nome, firma e timbro del medico che ha eseguito la visita
- indica cosa è stato concretamente riscontrato, non solo la parola «nella norma»
Se manca il numero del microchip o la data, il referto non si può collegare né al cane né a un momento preciso e praticamente non dimostra nulla. Una foto del referto inviata per messaggio va benissimo; l'importante è che si vedano tutti i dati elencati.
Cosa chiedere prima di acquistare
Prima di lasciare una caparra, è ragionevole chiedere quanto segue:
- un referto cardiologico di entrambi i genitori, non più vecchio di un anno
- un referto di risonanza di almeno un genitore
- un referto della visita oculistica di entrambi i genitori
- i risultati dei test genetici
- l'età dei genitori al momento dell'accoppiamento
Un allevatore che ha tutto questo pronto non si offenderà minimamente per la domanda. Anzi, è una conversazione che un allevatore così fa volentieri, perché in quegli esami ha investito tempo e denaro.
Conclusione
I test sanitari non garantiscono che un cucciolo non si ammalerà mai. Garantiscono che i genitori sono stati scelti per la salute e non per l'aspetto e il prezzo, e che il rischio non è stato lasciato al caso. In una razza in cui le due malattie più gravi sono ereditarie, questa è una differenza che si misura in anni di vita del cane.
Nota: questo testo ha carattere informativo e non sostituisce la visita e il consiglio del veterinario.
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