La malattia della valvola mitrale (MVD) nel Cavalier King Charles Spaniel

Un Cavalier King Charles Spaniel a riposo, articolo sulla malattia della valvola mitrale

La malattia della valvola mitrale (MVD) è il problema di salute più comune del Cavalier King Charles Spaniel e la principale causa di morte della razza. Si tratta di una malattia degenerativa di una valvola cardiaca che progredisce negli anni; nel Cavalier compare circa venti volte più spesso che in altre razze e molto prima nella vita.

Questo testo spiega com'è la malattia, come si riconosce, come si monitora e — forse la cosa più importante per un futuro proprietario — cosa fa un allevatore responsabile per ridurre il rischio.

Che cos'è la malattia della valvola mitrale

La valvola mitrale separa l'atrio sinistro dal ventricolo sinistro e impedisce al sangue di tornare indietro. Nella MVD il tessuto valvolare degenera e si ispessisce nel tempo, così la valvola non chiude più bene. A ogni battito una parte del sangue rifluisce nell'atrio.

All'inizio il cuore compensa senza alcun segno esteriore. Per questo la malattia viene quasi sempre scoperta prima che il cane mostri sintomi — di solito come un soffio cardiaco che il veterinario sente durante una visita di routine.

Perché proprio i Cavalier

La MVD si presenta anche in altre razze piccole, ma nel Cavalier King Charles Spaniel è marcata al punto da distinguere la razza. La letteratura veterinaria riporta il seguente andamento:

  • circa il 50 per cento dei Cavalier mostra segni della malattia entro i cinque anni
  • circa il 70 per cento entro i sette anni
  • quasi tutti i cani che raggiungono i dieci anni

È importante capire cosa significano questi numeri e cosa no. Non significano che ogni Cavalier morirà di cuore, né che la malattia accorci necessariamente la vita — molti cani vivono anni con una forma lieve senza sviluppare mai disturbi seri. Significano che i controlli cardiologici regolari in questa razza sono obbligatori, non facoltativi.

Gli stadi della malattia

La cardiologia veterinaria usa una classificazione internazionale (ACVIM) in quattro stadi. Conoscere queste sigle aiuta a capire il referto del veterinario.

  • Stadio A: il cane appartiene a una razza predisposta ma non ha né soffio né alterazioni cardiache. Ogni Cavalier è per definizione in questo stadio dalla nascita.
  • Stadio B1: è presente un soffio lieve ma il cuore non è ingrandito. Il cane non ha sintomi e di solito non si inizia la terapia; si controlla una volta l'anno.
  • Stadio B2: il soffio è più forte e il cuore è ingrandito in modo misurabile. Il cane non ha ancora sintomi esterni, ma in questa fase si introduce un farmaco che ritarda in modo dimostrato l'insorgenza dello scompenso.
  • Stadio C: si è sviluppato lo scompenso cardiaco con sintomi visibili. Si tratta con una combinazione di farmaci.

Il passaggio dallo stadio B1 al B2 è il momento chiave, perché è allora che si guadagna più tempo. Quel passaggio non si nota a casa: lo rivela solo l'ecocardiografia.

Segnali a cui il proprietario deve fare attenzione

Nei primi stadi non c'è nulla da notare, ed è proprio per questo che esistono i controlli. Quando la malattia progredisce fino allo scompenso, compaiono i seguenti segnali:

  • tosse, soprattutto di notte o dopo essersi sdraiato
  • respiro più rapido a riposo e affaticamento nella solita passeggiata
  • appetito ridotto e perdita di forma
  • svenimenti nei casi più gravi

Un consiglio pratico da conoscere: il numero di respiri durante il sonno è uno dei segnali più affidabili che il proprietario può monitorare da solo. Un cane sano dorme respirando meno di trenta volte al minuto. Una frequenza respiratoria stabilmente elevata a riposo è motivo per rivolgersi al veterinario, ed è proprio il dato che il cardiologo apprezza.

Diagnosi

Una visita dal cardiologo veterinario comprende di solito l'auscultazione con lo stetoscopio, un'ecocardiografia che misura l'ingrandimento e il rigurgito e, se necessario, una radiografia del torace.

Per i Cavalier si raccomanda una visita cardiologica una volta l'anno, a partire dai due-tre anni e prima che compaia qualsiasi segno di malattia.

Trattamento

La MVD non è guaribile e una valvola degenerata non può tornare allo stato originario. Ciò che la terapia moderna può fare è ritardare in modo significativo lo scompenso e prolungare una vita di qualità.

Negli stadi A e B1 non si somministrano farmaci, si osserva soltanto. Dallo stadio B2 si introduce una terapia che allevia il cuore, e nello stadio C si combinano farmaci che eliminano i liquidi accumulati e sostengono la funzione cardiaca. La scelta e il dosaggio sono decisi esclusivamente dal veterinario in base ai referti.

Cosa fa un allevatore responsabile

Questa è la parte che un futuro proprietario sente raramente, ed è quella che conta di più. Il rischio di MVD precoce non si può eliminare, ma si può ridurre in modo dimostrato con la scelta dei genitori.

Il protocollo di allevamento riconosciuto a livello internazionale per questa razza prevede quanto segue:

  • entrambi i genitori di almeno due anni e mezzo al momento dell'accoppiamento
  • entrambi i genitori visitati e senza soffio cardiaco, con referto firmato da un cardiologo specialista
  • e i loro genitori, cioè i nonni del cucciolo, visitati a cinque anni o più e anch'essi senza soffio

Il motivo del limite di età è semplice: un cane di un anno quasi certamente non ha ancora il soffio, quindi un referto a quell'età non dice nulla. Solo una visita in età più matura ha valore. Dove questo protocollo viene applicato con costanza, l'esordio della malattia si sposta ad anni più tardi.

Cosa chiedere all'allevatore prima di acquistare

Se state scegliendo un cucciolo, tre domande danno le informazioni più utili:

  • Quanti anni hanno i genitori e quando sono stati visitati l'ultima volta dal cardiologo?
  • Posso vedere i referti su carta, con nome e firma del cardiologo?
  • Sono stati visitati anche i nonni del cucciolo, e a che età?

Un allevatore che ha a cuore la salute della razza avrà queste risposte pronte e mostrerà i referti senza esitazione. Evitare la domanda, o sostenere che i cani non hanno problemi cardiaci, è motivo di cautela: in questa razza una simile affermazione senza referti non significa nulla.

Conclusione

La malattia della valvola mitrale è una realtà di questa razza e non ha senso tacerla. Ciò che il proprietario può fare è scegliere un cucciolo da una cucciolata con genitori testati, portare il cane a una visita cardiologica annuale fin da giovane e osservare il respiro a riposo. Una MVD scoperta presto, allo stadio B2, oggi si tratta in modo da regalare al cane anni di vita di qualità — ma solo se viene trovata in tempo.

Nota: questo testo ha carattere informativo e non sostituisce la visita e il consiglio del veterinario. Per diagnosi e terapia rivolgetevi al veterinario, preferibilmente specialista in cardiologia.

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