Il Cavalier sopporta il caldo peggio della maggior parte delle razze della sua taglia. Il suo muso è più corto che nelle razze da pastore, e il cane si raffredda solo respirando: muso più corto significa raffreddamento più debole.
Questo testo spiega perché questa razza è sensibile al caldo, come organizzare la giornata estiva, quali sono i segni del colpo di calore e cosa fare nei primi minuti.
Perché questa razza è più sensibile
I cani non sudano attraverso la pelle. Si raffreddano respirando velocemente ed evaporando umidità da lingua e mucose. Più il muso è lungo, maggiore è la superficie di evaporazione.
Il Cavalier rientra tra le razze dal muso leggermente accorciato. Non è nella stessa categoria di carlino o bulldog, ma è nettamente meno attrezzato per il caldo di, per esempio, un border collie.
Altri due motivi: il pelo lungo trattiene il calore e il cane è basso, quindi il corpo è vicino all’asfalto rovente, dove la temperatura dell’aria è molto più alta che all’altezza della testa di una persona.
Com’è una giornata estiva
- Passeggiate al mattino presto e a sera tardi. Tra le dieci e le diciotto si esce solo per i bisogni, e all’ombra.
- La prova del palmo sull’asfalto. Se non riuscite a tenere il palmo sul terreno per cinque secondi, è troppo caldo anche per le zampe.
- Acqua sempre disponibile, sia a casa sia in passeggiata. Una ciotola pieghevole sta in tasca.
- Passeggiate più brevi e più lente. L’estate non è il momento per nuovi carichi.
- Un posto fresco in casa — piastrelle nel corridoio o in bagno, un tappetino refrigerante, un posto lontano dal sole.
Il ventilatore aiuta meno che con le persone, perché il cane non ha sudore da far evaporare. Il condizionatore aiuta davvero.

Tosare d’estate: non aiuta
Un consiglio frequente è di tosare il cane a pelo lungo per alleggerirlo. Nel Cavalier non funziona.
Il pelo non è solo isolamento dal freddo ma anche protezione dal sole e dal surriscaldamento della pelle. Un cane tosato si scotta al sole e non si raffredda affatto meglio, perché comunque non si raffredda attraverso la pelle.
Inoltre, in questa razza il pelo spesso non ricresce con la stessa struttura dopo la tosatura. Invece di tosare: spazzolatura regolare, che toglie il pelo caduto e lascia arrivare l’aria alla pelle.
Quando il rischio è maggiore
Il colpo di calore non richiede un caldo tropicale. Capita più spesso in queste situazioni:
- Un cane lasciato in auto. Anche a venticinque gradi, con il finestrino socchiuso, l’abitacolo supera i quaranta in meno di quindici minuti. È la causa più comune di morte per surriscaldamento nei cani.
- Il gioco al sole. Un cane non si ferma da solo quando ha caldo: continuerà a rincorrere la pallina.
- Aria umida. A trenta gradi con umidità elevata il raffreddamento tramite respiro praticamente smette di funzionare.
- Un trasportino o una borsa senza ricambio d’aria.
Segni del colpo di calore
L’ordine è più o meno questo, e più il cane è in basso nell’elenco, più la situazione è grave:
- ansimare rapido e superficiale che non si ferma
- bava abbondante e densa
- gengive rosso acceso, poi pallide o bluastre
- irrequietezza, poi debolezza improvvisa
- barcollamento, andatura scoordinata
- vomito o diarrea, a volte con sangue
- perdita di coscienza
Un cane che si sdraia e smette di ansimare non si è raffreddato: è un peggioramento.
Cosa fare subito
L’obiettivo è un raffreddamento graduale mentre si va dal veterinario, non al posto di andarci.
- spostare il cane all’ombra o in un ambiente climatizzato
- bagnarlo con acqua tiepida o fresca, su pancia, inguine e zampe
- dirigere un flusso d’aria sul corpo bagnato
- offrire acqua se il cane è cosciente, ma senza forzarlo a bere
- subito dal veterinario, anche se il cane sembra stare meglio
Non usare ghiaccio né acqua ghiacciata. Il raffreddamento brusco restringe i vasi della pelle e in realtà rallenta la dispersione del calore dall’interno del corpo, e può causare shock.
Il motivo per cui si va comunque dal veterinario anche dopo un raffreddamento riuscito è che il danno renale e i disturbi della coagulazione compaiono ore dopo, quando il cane sembra già ripreso.

Acqua e nuoto
La maggior parte dei Cavalier ama l’acqua bassa. Nuotare è una buona attività estiva, con tre accortezze:
- il cane non va mai lasciato incustodito vicino all’acqua, nemmeno in una piscina da giardino
- dopo il nuoto le orecchie si asciugano a fondo, perché l’acqua nell’orecchio è una causa comune di otite in una razza dalle orecchie pendenti
- dopo la piscina il cane si risciacqua dal cloro, dopo il lago si controlla che non ci siano sanguisughe e che l’acqua non fosse stagnante e verde
Conclusione
D’estate il Cavalier si porta a spasso mattina e sera, non si lascia mai in auto e non si tosa “per farlo stare meglio”. Un cane che ansima senza calmarsi, con bava densa e gengive rosso acceso, si raffredda con acqua tiepida e si porta dal veterinario — anche se nel frattempo si riprende.
Nota: questo testo ha carattere informativo e non sostituisce visita e consiglio del veterinario. Il colpo di calore è un’emergenza.



